Oggi 2 aprile 2025, il Teatro Brancaccio di Roma ospiterà l’ultima replica di Boomers, recentissima creazione di Marco Paolini, accompagnato dalla straordinaria voce di Patrizia Laquidara. Uno spettacolo che non è solo teatro di narrazione, ma una vera e propria esperienza immersiva nel tempo e nella memoria, una “ballata teatral-cybernetica” che intreccia il racconto con il linguaggio della realtà virtuale.
Lo spettacolo, coprodotto da Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, nasce da un’idea di Marco Paolini e Michela Signori e si sviluppa come un affresco di memorie che prende vita sotto un pilone autostradale. Qui si trova il bar della Jole, luogo mitico e rifugio del protagonista Nicola, avatar di Paolini, che attraverso un esperimento di realtà virtuale creato dal figlio programmatore rivive il suo passato.
In questo spazio sospeso tra il reale e il digitale, Nicola si muove in un universo frammentato in cui ricordi personali e storia collettiva si mescolano senza un ordine cronologico. La nostalgia diventa una chiave di lettura della contemporaneità, ponendo domande sul valore della memoria nell’era della tecnologia. Boomers esplora il rapporto tra generazioni, il senso di appartenenza e la perdita di un mondo che sembra ormai scomparso, ma che continua a vivere nei ricordi e nelle storie tramandate.
L’interpretazione di Marco Paolini è impeccabile: fluida, coinvolgente, senza sbavature. La sua capacità di dare corpo e voce a un coro di personaggi lo conferma ancora una volta come uno dei migliori narratori della scena teatrale italiana. Accanto a lui, Patrizia Laquidara non è solo accompagnamento musicale, ma un vero e proprio contrappunto narrativo. Le sue canzoni originali e la sua presenza scenica danno voce alla Jole, la carismatica proprietaria del bar, figura quasi leggendaria che ha attraversato epoche e cambiamenti.
L’assenza di una scenografia elaborata non è una mancanza, ma una scelta precisa: tutto si costruisce nella mente dello spettatore, grazie alla potenza evocativa del racconto e della musica. Il pubblico – prevalentemente adulto, come suggerito dallo stesso avviso “vietato ai minori di 48 anni non accompagnati” – si ritrova immerso in una dimensione malinconica ma anche ironica, in cui la memoria non è solo rimpianto, ma anche risorsa per comprendere il presente.
Per tutta l’ora e mezza di spettacolo senza intervallo, il pubblico resta incollato alla storia fino all’ultima nota. Il finale, che non sveleremo per non rovinare la sorpresa, è un momento di intensa commozione. Patrizia Laquidara, tra il pubblico, intona un ultimo brano e l’intera platea la segue in coro. Un momento magico, in cui il confine tra palco e spettatori si dissolve e la memoria collettiva diventa esperienza condivisa.
Con Boomers, Marco Paolini non si limita a raccontare il passato, ma ci interroga sul nostro presente e sul modo in cui le nuove tecnologie stanno cambiando il modo di tramandare le esperienze. Uno spettacolo che fa riflettere, emoziona e, soprattutto, lascia un segno.




Barbara Lalle