Da sempre i dazi rappresentano un circolo vizioso , armi per scatenare una guerra commerciale. Quanti prigionieri farà Trump con i suoi dazi? I risparmiatori americani prediligono i mercati azionari, più di tutti, perché il loro tenore di vita attuale e futuro è tutto lì. La Borsa non viene interpretata dai cittadini a seconda del credo politico. Per i cittadini europei questo scenario tracciato dalla Casa Bianca, assomiglia ad un cane che si morde la coda: si trovano nella scomoda posizione di sperare, da un lato, che i mercati puniscano Trump e, dall’ altro, che ciò non avvenga visto che buona parte dei loro risparmi sono investiti in società americane. Nelle ultime settimane le sette multinazionali del digitale hanno subito un notevole crollo in borsa. Al contrario, le borse europee, da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca, in alcuni settori si sono rafforzate. Infatti la Bce stima che l’ impatto dei dazi americani verso l’ Europa sulla crescita, potrà incidere negativamente intorno allo 0,3%/0,5%. Non poco , ma nemmeno il baratro. Il metodo stravagante e brutale , del Presidente americano, nell’ affrontare i temi economici è tutto da studiare circa gli eventuali risultati positivi. Dovrebbe, il condizionale, mai come in questo caso, è d’ obbligo, rilanciare la produzione e l’ occupazione in tante filiere nazionali, dall’acciaio all’ auto, indebolite dell’interscambio sfavorevole. Soprattutto dovrebbe ridurre le tasse alle imprese, grazie proprio ai proventi dei dazi doganali. Ma il tempo gioca un ruolo primario, perché Trump non può permettersi a lungo che i listini di borsa continuino col segno negativo: ormai dura da troppe settimane. Per non parlare del rialzo dell’inflazione che fa rincarare vertiginosamente il carrello della spesa del cittadino medio. Il carattere istintivo e il non mantenere la parola data di Trump, espone i Paesi Occidentali a vivere una temperie storica molto curiosa. A questo punto Putin e Xi , due autocrati , appaiono più seri ed affidabili. E questo contribuisce ad indebolire gli Stati di diritto, aprendo la strada ai regimi autoritari. A questo punto gli alleati occidentali dovranno scegliere se sottomettersi e cercare di trattare condizioni meno onerose o replicare con dazi altrettanto elevati , con il rischio di pagarne un prezzo più elevato. I dazi a questo punto diventano un veleno a lungo rilascio che ti consumano lentamente, che portano sfiducia nelle relazioni commerciali tra privati. La sfiducia reciproca è il segno distintivo di questo nuovo scenario geopolitico, che si porta dietro angosce e interrogativi. Persino tra gli alleati tradizionali viene meno la fiducia. Un grande Paese come gli Stati Uniti d’ America, che drena liquidità internazionale per finanziare il proprio debito, avrebbe bisogno di sostegno e fiducia. Certo con la forza possono imporla, ma il rischio è alto e sconosciuto.
Dazi come il veleno a lungo rilascio
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