Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato i nuovi dazi nel giardino delle rose alla Casa Bianca e la stretta è operativa. La prospettiva di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti preoccupa, e non poco, il governo di Giorgia Meloni. La premier si prepara a trattare. L’invito a tutti i suoi interlocutori è sempre lo stesso: «Bisogna evitare di alimentare un’escalation di dazi contro dazi, perché tutti ne farebbero le spese».
La premier pensa ad un canale di dialogo con gli Stati Uniti che potrebbe svilupparsi a metà mese con l’arrivo del vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, che ha in programma una visita a Roma e ha chiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo l’agenzia Bloomberg, l’ambasciata statunitense a Roma ha comunicato al Ministero degli Affari Esteri italiano i piani del vice di Trump. «I piani sono in evoluzione e potrebbero cambiare prima di essere finalizzati», ha detto un funzionario Usa.
La speranza è che l’eventuale faccia a faccia tra Vance e Meloni produca risultati e conduca a una “exit strategy” non troppo dolorosa per le aziende italiane. Una volta valutato l’effettivo impatto sull’economia, si potrà provare poi a cambiare lo scenario trattando con l’Amministrazione americana, è la convinzione di Meloni, puntando su dialogo e diplomazia. Non in modo bilaterale ma in una cornice europea con von der Leyen che ha riconosciuto alla premier «un ruolo molto importante a livello europeo», definendo «positivo» il fatto che abbia «un rapporto diretto» con Trump. Le ultime parole della leader tedesca, che ha preannunciato la dura risposta europea, non sono state gradite a Matteo Salvini. «Aprire guerre commerciali con gli Usa – ha sottolineato – è una scelta infelice, non fa l’interesse di nessuno». L’altro vicepremier, Antonio Tajani, ha chiarito che «non dobbiamo piegare la testa, ma neanche essere antiamericani». E che «l’Italia non può fare da sé, è competenza Ue, i dazi li fa l’Europa». Fra FI e Lega è sempre gelo.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha parlato di «un giorno cruciale per l’economia mondiale. I dazi saranno il terzo cigno nero in cinque anni, dopo la pandemia e le guerre in Ucraina e Israele. L’Italia faccia valere il proprio rapporto privilegiato con gli Usa. Ho voluto approfondire i rischi che correrebbe l’economia veneta con i dazi americani, e i dati sono impressionanti: riguardo al vino, una bottiglia veneta su 5 vendute all’estero è acquistata da partner commerciali statunitensi. Si comprende facilmente quale effetto disastroso possano avere dei dazi del 20% sul fatturato delle aziende venete e italiane, perché l’export verso gli Usa vale al nostro Paese quasi 65 miliardi». Gli Usa sono il secondo mercato estero, 12% del totale, con 620 milioni di euro di esportazioni nel 2023.
“È la nostra dichiarazione di indipendenza economica”. Dal Garden Rose della Casa Bianca, Donald Trump annuncia i “dazi reciproci” che gli Stati Uniti introducono nei confronti degli altri paesi. “È il Liberation Day. Il 2 aprile 2025 sarà per sempre ricordato come il giorno in cui l’industria americana è rinata, il giorno in cui cominciamo a rendere l’America ricca di nuovo. Il nostro paese e i nostri contribuenti sono stati derubati per 60 anni, ma non succederà più. E’ uno dei giorni più importanti nella storia americana, è la nostra dichiarazione di indipendenza economica”, dice Trump.
“Se volete zero dazi fate i prodotti qui in America”
“Gli Usa imporranno la metà dei dazi reciproci imposti agli Usa dagli altri Paesi”, ha annunciato Trump che ha poi illustrato in una tabella i dazi Paese per Paese, iniziando dalla Cina alla quale saranno applicati dazi del 34%. “I Paesi dell’Unione Europea sono stati molto duri e tosti sul piano commerciale; ci hanno derubato tantissimo, è triste, hanno imposto dazi per il 39 per cento del valore; noi in risposta applicheremo il 20”. Il presidente americano ha annunciato dazi del 10% al Regno Unito, dazi del 30% per Sudafrica, 31% per Svizzera, 49% per Cambogia. “Se volete zero dazi, fate i prodotti qui in America”, ha aggiunto il numero della Casa Bianca.
“Dalla mezzanotte entreranno inoltre in vigore dazi del 25% su tutte le automobili prodotte all’estero”, ha aggiunto il tycoon. “Ora tocca a noi prosperare, con l’azione di noi saremo in grado di rendere di nuovo l’America grande, più grande che mai: posti di lavoro e fabbriche torneranno nel nostro paese. Sarà l’età dell’oro dell’America, stiamo tornando alla grande”, le parole del presidente degli Stati Uniti nel Rose Garden della Casa Bianca. I dazi che gli Stati Uniti imporranno agli altri paesi entreranno in vigore alla mezzanotte di oggi (ora del fuso di Washington D. C.), alle 4 del mattino in Italia.