“Sono trascorsi due anni ma non si può e non si deve dimenticare l’atroce naufragio in cui morirono più di cento persone, tra cui molti bambini, nonostante la salvezza fosse a portata di mano, a nemmeno un centinaio di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro- dichiara Maurizio Acerbo, Segretario di Rifondazione Comunista – Non fu colpa di fatalità ma della volontà di non soccorrere, della scelta di dare un segnale crudele ad esclusivo beneficio della propaganda xenofoba di governo. Il giorno della strage, il ministro Piantedosi e il presidente del Consiglio Meloni, furono i primi a dichiarare che la colpa di essere morti era tutta di chi aveva deciso di fuggire dalla guerra. E all’oscenità se ne aggiunse un’altra, ancora più squallida. Pochi giorni dopo la strage venne varato il “Decreto Cutro”, oggi legge, con cui si inasprirono le condizioni di vita per chi provava ad entrare per chiedere asilo. Per questo ritengo un dovere recarsi, nell’anniversario su quella spiaggia in cui si è visto l’inferno, ad ascoltare le parole dei sopravvissuti che chiedono almeno giustizia. Oltre trenta anni di “Fortezza Europa”, finanziata da governi di diverso segno politico, hanno prodotto decine di migliaia di vittime nel Mediterraneo. Morti della guerra invisibile che è nostro dovere far cessare garantendo il diritto alla libera circolazione. Quella di Cutro è una strage di stato.”
Acerbo (PRC): “A Cutro per rendere omaggio alle vittime di una strage di stato”
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