Alla Camera lite tra  il 5 stelle Amato che attacca Salvini, risponde con un ‘vaffa’ il leghista Candiani

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Luca Lucci, capo ultrà del Milan, leader della Curva Sud del club rossonero, si trova in carcere nell’ambito dell’inchiesta sul tifo cittadino. Proprio in cella ha ricevuto un’altra ordinanza di custodia cautelare per un’indagine sul narcotraffico. Avrebbe spostato, con altre persone, migliaia di chili di marijuana, hashish e cocaina.

Luca Lucci sarebbe il destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’inchiesta su un’associazione dedita al narcotraffico.

Insieme al capo ultrà del Milan sarebbero coinvolte altre 8 persone.

Tra i nomi di chi è stato oggetto della misura cautelare, oltre a Lucci:

Daniele Cataldo
Yuri Trocino
Luciano Romano
Rosario Calabria
Antonio Rosario Trimboli

L’ordine di arresto è stato firmato dal gip di Milano, Fabrizio Filice.

L’ultrà del Milan Daniele Cataldo, molto vicino a Luca Lucci, è stato arrestato a Milano per il tentato omicidio avvenuto nel 2019 di Enzo Anghinelli

L’inchiesta è nata da un filone investigativo sviluppatosi durante le indagini sull’agguato subito da Enzo Anghinelli (12 aprile 2019), in relazione al quale sono stati già colpiti da misura cautelare il presunto mandante (Luca Lucci) e il presunto autore materiale (Daniele Cataldo).

Sono stati eseguiti anche 13 decreti di perquisizione disposti dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano a carico di altrettanti indagati non destinatari di misura cautelar, tra cui Barbara Grassi, la Bionda, contabile rossonera che gestiva le casse di Lucci.

L’indagine è coordinata dai pm di Milano, Rosario Ferracane e Leonardo Lesti, ed è condotta dalla Squadra Mobile di Milano.
Gli indagati sono accusati di aver spostato migliaia di chili di droga tra il giugno 2020 e il marzo 2021, in pieno Covid:

3 tonnellate di hashish
255 chili di marijuana
53 chili di cocaina

Le considerazioni del gip

Secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fabrizio Filice, Luca Lucci sarebbe il “capo, promotore e finanziatore del sodalizio” insieme con uno dei presunti soci al momento ancora irreperibile.

In “costante contatto” con lui, il capo ultrà “dirigeva e organizzava” le “periodiche importazioni di marijuana e hashish dalla Spagna“.In particolare, prima che gli stupefacenti arrivassero in Italia, Lucci si occupava di venderli agli “associati/clienti abituali residenti nel territorio nazionale”, stabilendo “il prezzo, le modalità di consegna e di ritiro del corrispettivo”.

Tutti i 22 indagati, compresi gli 8 destinatari di misure cautelari, avrebbero avuto “costante disponibilità” di ingenti somme di denaro “nell’ordine di decine e decine di milioni di euro“, oltre ad automobili, elicotteri, capannoni e altri mezzi di trasporto per l’importazione della droga.
Luca Lucci, 43 anni, è diventato capo ultrà del Milan nel 2009. È stato condannato per aver sferrato un pugno al tifoso dell’Inter Virgilio Motta, che ha perso la vista da un occhio e che è morto suicida nel 2012. Il 6 giugno 2018 era stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, patteggiando un anno e mezzo. Nel 2019 gli vengono sequestrati beni per un milione di euro.

Il suo nome è salito prepotentemente alla ribalta delle cronache dopo che il 16 dicembre 2018 è stato immortalato dai fotografi mentre chiacchierava con Matteo Salvini, allora vicepresidente del Consiglio, all’Arena Civica, in occasione della festa della Curva Sud, tra sorrisi e strette di mano. Lucci era da poco uscito di prigione.

Era in sorveglianza speciale (in tutto tre anni): alla fine del mese di dicembre 2021 è ritornato in carcere per droga: servendosi di un telefono con utenza olandese e utilizzando software criptati, il Toro – dietro il nickname Belva Italia – intratteneva rapporti con narcotrafficanti di Stati come Marocco e Brasile. Patteggia di nuovo, ma questa volta la pena è più alta nonostante il rito abbreviato: 6 anni e 4 mesi, poi trasformati in domiciliari.

Collegato a cqueste vicende c’è stato un acceso scontro in Aula alla Camera dei Deputati tra Gaetano Amato del M5S e Stefano Candiani della Lega. Durante la sua dichiarazione di voto sulla proposta di legge sui viaggi della memoria, il pentastellato ha attaccato Matteo Salvini, ironizzando sulla sua fotografia con l’ultrà del Milan arrestato Luca Lucci, e Candiani ha risposto con un “Vai a c”. Nel suo intervento in occasione delle dichiarazioni di voto sulla proposta di legge sui viaggi della memoria, Gaetano Amato ha citato il video di Donald Trump su Gaza e ha attaccato Matteo Salvini, che “l’altro giorno si è detto orgoglioso di aver abbracciato Netanyahu” cosa che, ha aggiunto, “non ci meraviglia” visto che si è fatto la foto anche con Lucci. Le parole del deputato M5S hanno provocato le proteste dai banchi della Lega. “Presidente glielo dice lei al collega che io ho diritto di dire quello che voglio?”, ha detto il deputato pentastellato rivolgendosi alla presidenza e parlando del deputato Stefano Candiani. Poi, rivolto al leghista, ha aggiunto: “Stai zitto! Dimmelo fuori”. Richiamato all’ordine dal vicepresidente di turno Giorgio Mulé, Amato ha spiegato: “Mi ha detto ‘vai a c’! Voglio che lei prenda provvedimenti”.

Mulé ha preso la parola e ha detto: “Se c’è stata una reazione sopra le righe ascolteremo e segnaleremo”.

Il commento di Stefano Candiani
Stefano Candiani è intervenuto successivamente su quanto accaduto alla Camera. In alcune dichiarazioni riportate da La Repubblica, ha spiegato: “C’è stata un’espressione poco felice da parte mia, quando ci sono delle provocazioni bisogna non cascarci. Agganciare la foto di Salvini con il capo tifoseria del Milan” con la tematica in aula “è una provocazione al di là della misura, ma non bisogna trascendere in auguri di salute fisica”.

Chi è Gaetano Amato
Gaetano Amato è un deputato del Movimento 5 Stelle, eletto alle elezioni Politiche del 2022 nel collegio uninominale Campania 1 – 07 (Torre del Greco) col 34,3% dei voti.
Oltre che politico, Amato è anche un attore, diviso tra tv, cinema e teatro. Ha recitato in diverse fiction televisive, come “La squadra”, “Il Grande Torino”, “L’uomo sbagliato”, “L’ultimo padrino”, “Crimini” e “Il coraggio di Angela”.

Chi è Stefano Candiani
Stefano Candiani è un deputato della Lega, eletto alle elezioni Politiche del 2022 nel collegio uninominale Lombardia 2 – 02 (Busto Arsizio), con il 53,44% dei voti.
In precedenza, è stato senatore dal 15 marzo 2013 al 12 ottobre 2022 per la Lega, ricoprendo diversi incarichi parlamentari e di partito, oltre che sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno dal 13 giugno 2018 al 5 settembre 2019 nel governo Conte I.

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