Donald Trump sta per prendere il potere negli Usa, il presidente eletto sarà operativo alla Casa Bianca dal prossimo 20 gennaio, ma ha già fatto capire diverse cose sulle sue intenzioni. Tra le sue priorità ci sono anche i dazi, da imporre, non solo come annunciato a Cina e Messico, ma anche all’Europa.
Per Christine Lagarde appoggiare Trump, credendo che acquistare da lui sia un ottimo modo per arginare i dazi e una guerra commerciale. Il presidente della Bce crede che l’Europa non debba applicare delle “ritorsioni ma negoziare” assieme al nuovo Presidente americano. L’ha detto durante un’intervista al Finacial Times, credendo che l’Ue debba affrontare la situazione con la strategia del “libretto degli assegni” acquistando dal tycoon “determinate cose come gas naturale e attrezzature per la difesa”. Il presidente della Banca centrale europea ha evidenziato che questo “è uno scenario migliore di una strategia di pura ritorsione, che può portare a un processo di ‘tit-for-tat’ in cui nessuno è veramente vincitore”.
Secondo Lagarde bisognerebbe quindi evitare “una guerra commerciale su vasta scala”, perché non è “nell’interesse di nessuno” ma porterebbe verso una “riduzione del Pil”. In poche parole la strategia della banchiera francese in Ue è quella di un reciproco quieto vivere per fare in modo che il continente europeo e l’America non rischino di infastidirsi l’uno con l’altro.
“L’Europa potrebbe offrire come contropartita, di acquistare più gas naturale liquefatto, rispetto a quanto già fa, come conseguenza della guerra in Ucraina, alle sanzioni alla Russia e allo sforzo di rendersi meno dipendente da Mosca. Oltre al gas – continua Lagarde – c’è tutta la categoria dei beni per la difesa, alcuni dei quali non siamo in grado di produrre qui in Europa e che potrebbero essere acquistati dagli Stati membri con un approccio comunitario coeso”.
La funzionaria europea ha poi provato a rendere appetibile la propria idea sul mantenimento delle relazioni con l’Europa, ponendo una domanda quasi retorica “Come si fa a far tornare grande l’America se la domanda globale è in calo?”, anche se è piuttosto difficile che il mondo occidentale rinunci alle importazioni e alle esportazioni con gli Stati Uniti d’America. Inoltre, come già precisato da Trump, i dazi dovrebbero colpire principalmente Il Messico, la Cina e il Canada per cercare di risolvere il problema del fentanyl e dell’immigrazione clandestina. Forse il pil di cui parla Lagarde, non sembra preoccupare più di tanto i nuovi Usa.