Apertura straordinaria del Ninfeo degli Annibaldi per la giornata mondiale dell’acqua

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Sabato 22 marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il Ninfeo romano di Via degli Annibaldi è stato eccezionalmente aperto al pubblico grazie alle visite guidate gratuite organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Questo evento straordinario è stata un’opportunità imperdibile per scoprire un sito di rara bellezza e per immergersi nell’atmosfera suggestiva che il Ninfeo evoca.

Le visita guidata condotta dalla Dott.ssa Carla Termini, oltre ad aver offerto un’illustrazione storica accurata del sito, ha posto particolare attenzione sul significato dell’acqua in epoca romana, non solo come elemento naturale, ma anche come simbolo di vita e di connessione con il divino. Queste occasioni permettono ai visitatori di esplorare un luogo ipogeo solitamente inaccessibile al pubblico e di comprendere l’importanza che l’acqua rivestiva nella cultura romana, sia per scopi pratici che rituali.

Questo sito è uno di quegli angoli affascinanti e misteriosi di Roma, un frammento di storia che, seppur raramente visibile al grande pubblico, suscita sempre grande suggestione quando apre le sue porte. Il ninfeo risale al periodo romano, si trova nei pressi del Colosseo, ma la sua ubicazione discreta e l’accessibilità limitata lo rendono un luogo poco conosciuto, nonostante il suo altissimo valore storico e archeologico.

Il termine “ninfeo” (casa delle ninfe) fa riferimento a strutture che in epoca romana erano dedicate a luoghi di culto o di svago legati all’acqua, simbolo di purificazione e rigenerazione. Il Ninfeo di Via degli Annibaldi, datato al I secolo a.C., sembra essere stato un luogo di refrigerio e bellezza, con giochi d’acqua che ne arricchivano l’atmosfera. In molte città dell’Impero Romano, i ninfei erano utilizzati per cerimonie religiose, festeggiamenti o anche come luoghi di incontro e socializzazione.
Questo ninfeo, che fa parte della tipologia decorata a mosaico rustico, apparteneva ad una domus che ebbe però la sfortuna di subire la demolizione e il rinterro a seguito delle espropriazioni neroniane per la costruzione della Domus Aurea nel 64 d.C. Della sua esistenza si venne a conoscenza alla fine dell’800 in occasione dei lavori per l’apertura di via degli Annibaldi ed attualmente rimane visibile solo una parte della struttura semicircolare del ninfeo, delle nove nicchie originali oggi ne sono sopravvissute quattro. L’esedra si doveva aprire su una sala affrescata sul modello dell’Auditorium di Mecenate all’Esquilino.

Ad oggi non se ne conosce il proprietario, probabilmente, come era consuetudine, il ninfeo si trovava all’interno di una domus in una posizione protetta, forse un ninfeo triclinium estivo. La vasca era decorativa e sicuramente non ci si immergeva, l’acqua quindi era solo un elemento di suggestione, bellezza e ricchezza, non si conosce al momento da quale acquedotto fosse alimentato, plausibilmente dalla zona dell’Esquilino.

Bellissimo l’utilizzo delle conchiglie che delimitano gli spazi decorativi, la madreperla cattura e riflette la luce ancora oggi, l’utilizzo delle pomici invece simula la grotta, l’ambiente silvestre con le acque sorgive. I contorni delle nicchie superstiti sono segnati da murici, le paraste tra una nicchia e l’altra presentano una doppia fila di gusci di telline e sulla sommità il capitello (di tartaro dell’Aniene) ha la valva di una cozza e subito sotto una fila di cuori di mare. Tra il bordo della nicchia e la lesena ci sono anche delle lastrine di vetro, mentre il fondo presenta delle ostriche incastonate dal lato madreperla.

Presenti anche piccole tesserine di preziosissimo blu egizio che a Roma si userà sempre meno mentre si ritroverà sempre di più in ambito decorativo medioevale e rinascimentale. Nel secondo registro si vede la presenza di grandi tondi decorati a fascia di colore alternato sempre con conchiglie e vetri. A conclusione una fascia a fregio d’armi prima della semicupola perduta.

Accedere al Ninfeo di Via degli Annibaldi è un’esperienza che permette di viaggiare nel tempo, lontano dai flussi turistici più battuti, come il Colosseo o i Fori Imperiali. La sua apertura eccezionale in questa giornata dedicata all’acqua conferisce al luogo una suggestione unica, dove il silenzio delle antiche pietre racconta storie antiche e perdute. Il ninfeo, anche se parzialmente nascosto tra le vie della capitale, diventa il punto di partenza per una riflessione più profonda sul valore dell’acqua, risorsa preziosa e sempre più minacciata.

La visita non è solo un’immersione nella storia, ma anche un’occasione per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della conservazione delle risorse idriche, un tema che la Giornata Mondiale dell’Acqua sottolinea ogni anno con il suo messaggio globale. In un’epoca in cui l’acqua è al centro di dibattiti e crisi ambientali, il Ninfeo di Via degli Annibaldi diventa simbolo di una tradizione che riconosce l’acqua come elemento fondamentale non solo per la vita quotidiana, ma anche per la spiritualità e la cultura. Un luogo che incarna il fascino nascosto di Roma, un sito archeologico che racconta la storia dell’acqua nell’antichità e che oggi, si offre come un’occasione di apprendimento e riflessione.

Le visite guidate gratuite permettono di immergersi in un angolo remoto della capitale, un luogo che custodisce la memoria di un’antica Roma che viveva in simbiosi con l’acqua, simbolo di vita, bellezza e purezza. Un’esperienza che, seppur breve, rimane impressa nella memoria di chi ha avuto il privilegio di attraversare quel varco nel tempo.

Ninfeo romano di via degli Annibaldi
via degli Annibaldi angolo via del Fagutale
www.sovraintendenzaroma.it

Loredana Margheriti

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