Dazi e delirio delle opposizioni: ‘Meloni complice di Trump’

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Invece di concentrarsi sui dazi posti da Trump le opposizioni reagiscono in modo inverosimile e grottesco. In ogni parte del mondo tutti gli stati stanno pensando operativamente alla nuova era commerciale che si sta instaurando, tranne Pd, Avs, M5S che, anziché andare nella direzione dell’equilibrio indicata dal Capo dello Stato quando ha parlato di “serenità” con la quale prepararsi a risposte intelligenti con Palazzo Chigi, si lasciano prendere da un’ondata di isteria collettiva. La segretaria Elly Schlein, mentre la premier è alle prese con un vertice straordinario, tralasciando tutti gli impegni in agenda, la butta in risposte inverosimili: “I dazi di Trump sono una mazzata per le imprese e i lavoratori italiani. È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente. Si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l’amico Donald. E fa arrivare l’Italia impreparata a questo disastro. Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa”.

Zingaretti, senza ritegno parla di “colpe” del premier: ‘Con gli Usa sui dazi “bisogna trattare come europei uniti e quindi più forti. Questa forse è la colpa più grande di Giorgia Meloni, che dice di essere un pontiere con gli Stati Uniti d’America. Ma in realtà rischia di diventare complice della politica di Trump contro gli interessi del made in Italy”. Una grandissima enormità.

Pd al delirio: “In queste settimane abbiamo avuto un vicepresidente del consiglio, Salvini, che ha dichiarato che la vittoria di Trump era ‘un bel giorno di sole per l’Italia’ e, non contento, che i dazi rappresentano ‘un’opportunità’. Abbiamo sentito una presidente del consiglio, Meloni, dire che dobbiamo non reagire, porgere l’altra guancia e ringraziare pure per la sberla. Abbiamo letto di senatori della Lega come Borghi affermare che l’Italia sarebbe stata risparmiata alla faccia della Germania, che si sarebbe scatenata una corsa a venire nel nostro Paese. Di fronte a un momento drammatico per le nostre imprese e lavoratori, hanno passato i giorni a mentire o a fare gli scendiletto di chi voleva colpirci. E ora, anziché chiedere scusa, non riescono nemmeno a scegliere tra la difesa dei nostri interessi e il miliardario americano. Volevano fare i patrioti, sono diventati degli zerbini”.
Giuseppe Conte riesuma la Cina: “Meloni ha strappato l’accordo della Via della Seta che era un utilissimo strumento per diversificare il nostro export. Ora deve chiedere scusa a Xi Jinping e recuperare questa prospettiva. A Palazzo Chigi abbiamo dei dilettanti che stanno facendo male all’Italia”.

“Chi fino a qualche ora fa elogiava la politica internazionale di Giorgia Meloni dovrebbe finalmente capire che ci siamo isolati in Europa e siamo stati puniti dagli Stati Uniti: un capolavoro. Cornuti e mazziati”. Renzi, poi invita il premier a far fuori due suoi ministri “nei due ministeri chiave di questa battaglia, agricoltura e sviluppo economico. Giorgia mandi a casa i suoi camerati/amichetti/cognati e metta gente preparata. Gente competente. Gente di qualità. Al posto di Lollobrigida e Urso mettiamo due persone del mondo imprenditoriale che conoscono i problemi delle nostre aziende. Si dia spazio al merito e non all’amichettismo”.

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