La tregua è durata il volgere di pochi giorni, con le tensioni che sono tornate ad esplodere nell’ultimo weekend di marzo. I rapporti tra Matteo Salvini e Antonio Tajani, con la premier Giorgia Meloni arbitro-paciere sullo sfondo, sono tornati ad inclinarsi sul tema della politica estera, in particolare sul piano di riarmo europeo, quel ReArm Europe che Ursula von der Leyen ha trasformato in un più neutro Readiness 2030.
Meloni, alla vigilia del Consiglio europeo del 27 marzo aveva chiesto ai due alleati di abbassare i toni, convocando entrambi a Palazzo Chigi, Salvini in presenza e Tajani in videocollegamento, è stato il segretario del Carroccio il primo a “esondare”.
“La Lega è pronta a proporre agli alleati dei Patrioti una iniziativa per invitare la Presidente tedesca della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a rivedere il progetto da 800 miliardi di euro per la difesa”, è l’offensiva arrivata dalla Lega con una nota del partito, tornando a criticare fermamente il piano di riarmo che invece Forza Italia sostiene con fermezza, anche alla luce della sua presenza nel campo dei Popolari europei a Bruxelles.
Il Carroccio spinge per mettere in discussione l’intero impianto: “I cittadini europei meritano investimenti per lavoro, sanità e sicurezza interna. Non servono né maxi-investimenti per comprare munizioni, né un piano per il riarmo nato già morto. La Lega auspica un ampio e approfondito dibattito in Aula, dibattito che la tedesca von der Leyen vuole evitare a tutti i costi”, recita la nota del partito.
Tajani, in collegamento con l’evento “Una bussola per la competitività europea – Forza Italia verso il congresso del Ppe” di Firenze, ancora una volta senza nominare il collega di governo torna a rispondere ed attaccare Salvini e i suoi: “Stiamo lavorando per far si che l’Europa sia sempre più casa di tutti. Abbiamo bisogno di costruire, non di sfasciacarrozze per difendere gli interessi di mezzo miliardo di persone”, le parole del ministro gli Esteri.
“Forza Italia gode di ottima salute, siamo il terzo partito in Italia e la seconda forza del centrodestra, siamo leali con il governo, ma non rinunceremo mai alle nostre idee, non piegheremo la testa quando si tratta di difendere i nostri valori”, il messaggio spedito dal vicepremier all’altro numero due del governo.
In un intervento a ‘L’aria che tira’ su La7, Nevi ha menzionato l’ipotesi di una crisi di governo, affermando che eventualmente ne sarebbe responsabile la Lega. “Noi stiamo bene con il centrodestra, abbiamo un programma comune, scritto, sottoposto agli elettori, votato dagli elettori e su quello andiamo avanti. Poi se qualcuno decide di cambiare linea, di ritirarsi, di far cadere il governo se ne assumerà le sue responsabilità. Ma insomma fino ad oggi siamo andati avanti bene e continuiamo a andare avanti bene“, ha detto, rispondendo alla domanda se FI stia bene nel governo con Matteo Salvini.