Gen Z: violenza, ma solo al 60%

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Si pensa che la grande maggioranza della generazione Z sia preparatissima in fatto di consenso, violenza e visione dell’amore, che abbia ben chiara la distinzione tra una relazione sana ed una relazione tossica, ma l’indagine Survey TEEN della Fondazione Libellula costringe a rivedere le poche convinzioni che si hanno riguardo i più giovani. Per 320 dei ragazzi, su un totale di 1600 partecipanti tra i 14 ed i 19 anni, per esempio, toccare una persona senza il suo consenso non è violenza; ma anche gli altri dati sono a dir poco preoccupanti.

Per il 40% degli intervistati, lo stalking non è violenza e per il 50% di loro neanche la gelosia lo è. Per il 40% è normale chiedere, al partner, di condividere la geolocalizzazione, così come impedire di accettare una richiesta di amicizia online oppure pretendere di avere la password del suo cellulare. Neanche dire come vestirsi al partner è considerata violenza e un adolescente su quattro ritiene normale raccontare dettagli intimi a terzi senza il consenso dei diretti interessati. Una scoperta già triste ma, poiché il campione scelto per l’indagine prevede ragazzi e ragazze in egual numero, lo diventa ancor di più quando si esce dalla convinzione che a pensarla così siano soltanto gli uomini.

Una logica malata, talmente distorta da spingere altre vittime nelle mani dei carnefici; carnefici che non sanno di poter essere migliori di chi è venuto prima di loro e di poter vivere l’amore per quello che è: comprensione, accettazione, libertà. L’educazione sentimentale ancora non appare nell’orario scolastico e intanto, dal 1 gennaio al 27 ottobre 2024, sono morte 80 donne di femminicidio. Parola mai usata dal Ministero dell’Interno nei report settimanali; istituzioni che sembrano rifiutarsi di riconoscerlo come un problema di primaria importanza. Non esiste, infatti, una banca dati nazionale pubblica, lavoro invece lasciato nelle mani delle tante associazioni che, sistematicamente, registrano sempre più femminicidi. Per chiunque ancora abbia dubbi: lo scorso anno, su 69 vittime uccise per mano del partner, 64 erano donne.  

Il “Presidente” Meloni, ad oggi, ha altro di cui vantarsi: il primo Governo italiano, guidato da una donna, non solo ha permesso al Paese di raggiungere il tasso di “disoccupazione” femminile più alto di sempre, ma ha fallito nel riconoscere uno dei problemi più gravi dell’epoca moderna come tale, senza essere in grado di educare l’unica generazione che avrebbe potuto davvero cambiare. Questa è la parità.

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