Guerra in Ucraina e la mediazione di Trump

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Il Ministro degli Esteri, russo, Lavrov, ha dichiarato pubblicamente di apprezzare le parole di Donald Trump su una possibile mediazione sul conflitto in Ucraina, perché la pensa allo stesso modo Putin e lo stesso Zelensky, che nell’ incontro di Parigi con Trump, ha manifestato la stessa volontà. Quindi tanto Putin che Zelensky, considerano Trump un interlocutore affidabile ed è questa la circostanza che fa ben sperare di arrivare ad un cessate il fuoco. Trapelano da fonti interne alla Casa Bianca alcuni dettagli in merito al compromesso su cui negoziare: la Russia manterrebbe il controllo delle regioni occupate, però senza il riconoscimento da parte di Usa e Ucraina, dando vita ad un cessate il fuoco lungo gli oltre mille chilometri di fronte che verrebbero sorvegliati da un contingente internazionale, consentendo, così all’ Ucraina, di entrare in UE e di iniziare un lungo percorso di avvicinamento alla Nato. Quest’ ultimo potrebbe, però , innescare un conflitto aperto tra Nato e Russia perché il collaboratore di Putin ed ex Premier, Medvedev, minaccia di colpire direttamente alti funzionari della Nato, coinvolti negli aiuti all’ Ucraina, per reagire all’ attentato mortale ai danni del generale russo Igor Kirillov, capo delle forze nucleari. Ci sarebbe una reazione a catena dall’ uno e dall’ altro fronte. Se ci sarà il cessate il fuoco, servirà un importante contingente per sorvegliarlo e tenuto conto che Trump ha fatto capire a chiare lettere che non intende impiegare soldati americani,per cui l’ onere ricadrà per la maggior parte sull’ Unione Europea. A tal proposito il Ministro della difesa Guido Crosetto ha fatto trapelare che a Bruxelles è stato richiesto un contingente di 30.000 uomini . Se invece la mediazione di Trump dovesse fallire, il conflitto Nato- Russia investirebbe tutta l’ Europa, per cui è opportuno da subito pensare ad una protezione continentale, con la creazione di uno scudo antimissile collettivo. La Nato sa benissimo che il pericolo potenziale incombe sull’ Europa che può sì contare sulle difese antimissilistiche di Usa , Gbr e Francia, ma occorre una difesa comune. Non a casa la Commissione Ursula ha messo tra le sue priorità, la sicurezza comune.

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