I tormenti di Giorgia Meloni e Elli Schlein

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E’ la prima volta che le leader dei due maggiori partiti, di governo e di opposizione, si trovano a fare i conti con le mille contraddizioni della loro politica estera . È chiaro che per la Premier il tema è più spinoso perché guida il governo.La stessa intesa trovata con Matteo Salvini sa molto di ambiguità. La posizione filo-trumpiana e filo- putiniana del Carroccio è un dato oggettivo. Ma soprattutto persiste e serpeggia nella coalizione di centrodestra un antieuropeismo che viene quotidianamente fomentato dal Vice Premier, Salvini, che apertamente ha promesso di indebolire il ruolo dell’ Italia rispetto agli alleati europei e rendere più difficili gli sforzi di Giorgia Meloni di mediare tra Bruxelles e l’ estrema destra europea. Ed infine tra la Casa Bianca e l’ UE. Il risultato è quello di costringere Giorgia Meloni ad un equilibrismo difficile e pericoloso, per la tenuta del governo. La Premier cerca con affanno di mediare tra gli alleati che si muovono con obiettivi totalmente divergenti. Da una parte c’è Tajani, atlantista ed europeista, dall’ altro Matteo Salvini che si atteggia a disgregatore del Vecchio Continente, per compiacere a fasi alterne Trump e Putin. La Premier per uscire da questo cul de sac deve assumere una posizione chiara ed effettuare una scelta di campo , assumendosi tutte le responsabilità del caso. Ma gli stessi tormenti agitano il sonno della leader del PD, Elli Schlein, seppure con un grado di incidenza minore sulle vicende italiane. I tentennamenti sull’ Ucraina sbilanciano un partito che storicamente aveva adottato una linea a favore della Nato e dell’ Ucraina. Il risultato, oggi, è che il sentimento anti americano si è accentuato a sinistra dall’ insediamento di Trump alla Casa Bianca e la concorrenza del pacifismo in salsa pentastellato ,ha accelerato una deriva anti UE. Quindi il PD si trova isolato all’ Interno del partito socialista europeo , perché la sua segretaria ossessionata dalla paura di essere scavalcata a sinistra , proprio sul pacifismo, da Giuseppe Conte, ha portato a spaccare il partito sul tema della difesa europea. Dimostrando così la distanza strategica e culturale dalle altre forze socialiste , a favore del piano di riarmo in funzione antirussa, proposto dalla Presidente.della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

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