Le tensioni sociali legate ai cortei e alle manifestazioni sono state oggetto di discorsi durante la presentazione a Milano del libro “Il tempo delle chiavi” di Nicola Rao, culminando nelle dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha espresso preoccupazione per il riemergere di episodi di violenza che richiamano eventi tragici del passato, come la vicenda di Sergio Ramelli, giovane militante ucciso negli anni ’70. “Dobbiamo fermare qualsiasi piccola escalation prima che diventi troppo tardi”, ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulla necessità di un dialogo che eviti di alimentare tensioni.
La Russa ha citato uno striscione esposto durante una manifestazione con la frase “pagherete tutto, pagherete caro”, considerandolo un segnale preoccupante del clima che si sta creando. Secondo il presidente del Senato, esiste il rischio che la violenza torni a diffondersi nelle piazze, esattamente come avvenne negli anni ’70, passando da semplici scontri verbali a una vera e propria escalation. “Non dobbiamo arrivare al latte versato – ha ammonito – dobbiamo fermarci prima”.
La Russa ha inoltre sottolineato che la responsabilità di abbassare i toni è di tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica. “Non dobbiamo criminalizzare chi non c’entra, ma dobbiamo essere consapevoli che anche se si tratta di una minoranza tra i manifestanti, certe avanguardie possono scatenare la violenza”.
Le sue parole hanno trovato eco in Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, il quale ha esortato a mantenere un atteggiamento di equilibrio e di rispetto nei confronti delle forze dell’ordine, evidenziando come l’uso di “artifizi chimici” e altre forme di violenza non debba essere tollerato. “Tutti noi dobbiamo tenere conto anche dell’esperienza del passato e abbassare i toni”, ha dichiarato.