La sentenza con la quale Marie Le Pen è stata esclusa dalle prossime presidenziali in Francia e conseguentemente dichiarata ineleggibile, ha cambiato il rapporto tra Stato di diritto e democrazia elettorale, che a questo punto corrono il rischio concreto di divorziare .Per decenni democrazia e liberalismo hanno convissuto serenamente in Occidente. Per questo i nostri sistemi sono definiti , liberal-democrazie. Questi sistemi assicurano che la legge è uguale per tutti. Ciò non avviene in altri sistemi, laddove pur facendo votare il popolo, il potere non è subordinato alla legge e può mandare in carcere, in esilio o addirittura uccidere gli oppositori. Nelle liberal democrazie la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti dei dettami costituzionali. Allo stesso modo i giudici sono soggetti alla legge che devono applicare in nome del popolo. Non possono assolutamente cambiare le regole e i termini del gioco democratico. Ed eliminare dalla competizione elettorale per le presidenziali, la leader dell’ opposizione Marie Le Pen, non tanto con la condanna ma con la decisione discrezionale di dichiararla ineleggibile, solleva molti dubbi. Che questi ultimi siano fondati o meno conta poco; l’ importante è l’ effetto che hanno nella contesa democratica, sia a vantaggio dei concorrenti che degli esclusi. Anche in Italia un conflitto del genere ha condizionato ed avvelenato la vita politica per vent’ anni fino ad arrivare all’ estromissione dal Senato di Silvio Berlusconi , per una sentenza passata in giudicato. Lo scontro tra i due poteri costituzionali, quello esecutivo e quello giudiziario, non è meno pericoloso per la democrazia quando funziona al contrario. La destra sovranista che grida contro i giudici che hanno condannato la Le Pe, hanno taciuto quando Trump ha graziato i golpisti di Capitol Hill. Possiamo dire che lo scontro tra i due poteri è una materia dove il torto e la ragione non stanno sempre da una parte. Occorrerebbe una rivisitazione legislativa che per certi versi tuteli il potere esecutivo da atti fuori dalle regole del potere giudiziario e viceversa. Alla fine bisogna mettere fine all’ ubriacatura giustizialista e populista che si ritorce sempre contro chi la evoca, come ha fatto la Le Pen che aveva sempre auspicato la norma sulla ineleggibilità.
Lo Stato di diritto sta divorziando dalla democrazia elettorale
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