Medicina di genere: una rivoluzione per cure più personalizzate ed eque

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Per decenni, la medicina ha adottato un approccio “neutro”, basato sull’uomo come modello standard. Questo ha creato un paradosso: anziché garantire equità, ha prodotto diseguaglianze significative. Oggi, la medicina di genere si pone come antidoto, studiando come uomini e donne manifestano malattie e rispondono ai farmaci in modo diverso a causa di differenze biologiche, sociali e culturali.

Il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ha denunciato gli effetti di un approccio androcentrico: farmaci meno efficaci per le donne, diagnosi tardive per patologie cardiovascolari e protocolli inadeguati. La medicina di genere non è un’esclusiva per le donne, ma un modello per tutti, volto a migliorare efficacia e sicurezza delle cure.

Le raccomandazioni del CNB

La legge 3/2018 rappresenta una pietra miliare per l’introduzione della medicina di genere in Italia. Il CNB, nel suo ultimo parere, propone un piano formativo basato su tre pilastri:

1. Formazione trasversale: Integrare la medicina di genere in tutti i percorsi accademici e professionali. Non si tratta di creare una nuova specializzazione, ma di reinterpretare discipline come farmacologia, geriatria e neurologia considerando le differenze di genere.

2. Ricerca differenziata per sesso: Per decenni, gli studi clinici hanno ignorato le donne. Il CNB chiede una rappresentanza equa nei trial clinici e l’adozione di protocolli che considerino gli effetti specifici dei farmaci.

3. Umanizzazione delle cure: La medicina di genere punta a percorsi terapeutici personalizzati, rispettosi delle specificità sociali e culturali. L’uso della telemedicina e l’incremento delle cure domiciliari sono esempi concreti di questa visione.

Un cambiamento nella pratica sanitaria

Cosa cambia per il paziente? Diagnosi più precise: una donna con un infarto potrebbe manifestare sintomi atipici, come nausea o affaticamento, spesso ignorati. Conoscere queste varianti riduce ritardi diagnostici. Anche le terapie migliorano: farmaci come la morfina, più efficaci nelle donne, possono essere somministrati con dosaggi adeguati, riducendo effetti avversi.

Oltre il genere, verso l’equità

La medicina di genere rappresenta un passaggio cruciale verso un sistema sanitario equo e rispettoso delle differenze. È un paradigma che guarda oltre il genere per costruire un modello inclusivo, in linea con i principi costituzionali. Come sottolinea il CNB, riconoscere le diversità non è una concessione, ma una necessità per garantire il diritto universale alla salute.

Questa rivoluzione, per quanto ambiziosa, è già in corso. Il futuro della medicina non sarà neutro, ma consapevole e personalizzato, capace di rispondere alle sfide di una società complessa e in evoluzione.

Valentina Alvaro

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