Meloni come Giano bifronte

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Il nuovo intervento della Meloni alla kermesse spagnola di Vox ha suscitato molti commenti , in gran parte negativi oltre alla presa di distanza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, leader di Forza Italia e alleato di governo della Presidente del Consiglio. Il volto sorridente e dolce della Meloni durante gli impegni istituzionali internazionali, ha lasciato il posto a quello di un generale che incita le sue truppe alla battaglia . Qualcuno potrebbe obiettare che siamo a pochi giorni dalle europee di giugno e ogni forza politica so arrangia come può per guadagnare consensi. Ma la spiegazione non appare per nulla convincente. Il focoso comizio di Madrid avrà sicuramente dato nuova linfa alla spagnola, negli ultimi anni, parecchio ammaccata, avrà fatto contento Orban, negli ultimi tempi in calo di consensi, ma a lei personalmente ha fatto perdere parecchio. La sua immagine di leader conservatrice lontana dalla estrema destra europea, sembra ormai un ricordo dopo Madrid. Il suo discorso spagnolo è sembrato in contraddizione con quanto da lei espresso e messo in atto fino ad oggi. In primis il rapporto con gli USA a pochi mesi dalle presidenziali di novembre 2024, rimane saldamente schierata a fianco di Biden rispetto alla posizione dallo stesso assunta nei confronti del conflitto ucraino e di quello mediorientale , non ha mai parlato con Trump. Questo vuol dire che ha scelto una posizione chiara per stare nell’Alleanza Atlantica e in Occidente. Ma nello stesso tempo si è trovata a spronare la platea di Vox che la pensa in modo diverso. Il suo amico Orban è sicuramente filo russo e teorico di una nuova democrazia che dovrebbe essere guidata da Putin, il cui scopo dovrebbe essere quello della sostituzione della civiltà liberare euro atlantica. Ma alla Meloni bisogna riconoscere che non ha mai condiviso tali ambiguità che disegnano un ‘ Europa staccata dal mondo anglosassone in termini politici e militari è disposta ad un compromesso con il Cremlino. Tornando intanto a Vox, i suoi militanti sono tutto filo trumpiani e putiniani. Se ne deduce che il programma delle estreme destre in Europa non hanno nulla in comune con quello dell’alleanza di centro destra in Italia. Allora lo scopo di Giorgia Meloni, a quanto ci è dato di capire, è quello di rafforzare l’area di destra, anche se molto variegata e a tratti divisa e tentare di proporsi come interlocutore privilegiato del Partito Popolare Europeo in opposizione ai socialisti. Prospettiva difficoltosa a realizzarsi ma funzionale per aiutare l’Italia una volta che sia nominata la Commissione Europea che dovrà por mano ai nuovi parametri economici che a noi interessano molto da vicino , visto la precarietà delle nostre finanze.

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