Mons. Gennaro Vitiello figura luminosa e fedele nella chiesa della Prelatura Internazionale di SS: Pietro e Paolo 

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S.E. Mons. Gennaro Vitiello rappresenta una figura luminosa e fedele nella Chiesa, un pastore che ha dedicato la propria vita al servizio del popolo di Dio, incarnando il messaggio evangelico con dedizione, saggezza e coerenza. La sua Consacrazione Episcopale, celebrata il 6 dicembre 2023, è stata conferita validamente nella piena successione apostolica di San Paolo VI Papa, e pertanto è conforme ai requisiti sacramentali e canonici essenziali per la validità episcopale.

Chiarimento e smentita del comunicato stampa della Diocesi di Napoli

In merito al comunicato del Vicario Generale Don Michele Autuoro, emesso dalla Diocesi di Napoli il 25 settembre 2024, che dichiara “non legittimamente ordinato”  Mons. Gennaro Vitiello, è necessario fornire un chiarimento per ristabilire la verità.

Mons. Gennaro Vitiello non solo è stato consacrato validamente, ma la sua ordinazione episcopale è pienamente conforme alla Tradizione Apostolica, garantendo la validità sacramentale indipendentemente da eventuali questioni disciplinari o amministrative. La validità di un sacramento, come insegna la Chiesa, dipende esclusivamente dalla retta intenzione del celebrante e dalla successione apostolica, entrambe presenti nel caso di Mons. Vitiello.

Le dichiarazioni contenute nel comunicato stampa, pertanto, non trovano fondamento nei principi teologici e sacramentali della Chiesa e rischiano di generare confusione tra i fedeli. Va ribadito che Mons. Vitiello è stato ordinato e consacrato secondo le norme sacramentali della Tradizione Cattolica, e ogni dubbio sull’efficacia del sacramento ricevuto è privo di validità alla luce del can. 1012 del Codice di Diritto Canonico.

La validità della Consacrazione Episcopale

La Consacrazione Episcopale di Mons. Gennaro Vitiello, avvenuta il 6 dicembre 2023, è stata conferita da vescovi che appartengono alla successione apostolica riconducibile a San Paolo VI Papa, garantendo così la continuità sacramentale e l’unità con la Tradizione della Chiesa. Questa consacrazione lo rende partecipe della pienezza del sacerdozio di Cristo, legittimandolo a esercitare il ministero episcopale e a guidare pastoralmente i fedeli.

Secondo i principi sanciti dalla Chiesa, anche in presenza di presunte irregolarità di natura amministrativa o disciplinare, la validità del sacramento resta integra. Come affermato dal can. 1382, eventuali questioni di legittimità non compromettono la validità sacramentale dell’ordinazione episcopale, che dipende unicamente dalla retta intenzione e dalla validità del consacrante.

Mons. Gennaro Vitiello e la Prelatura Internazionale “Married Priests Now! SS. Pietro e Paolo”

Mons. Vitiello svolge il suo ministero episcopale nell’ambito della Prelatura Internazionale “Married Priests Now! SS. Pietro e Paolo”, un’istituzione nata per rispondere alle necessità spirituali del popolo di Dio, promuovendo il Vangelo e valorizzando la ricchezza della Tradizione Apostolica. La sua missione pastorale si è sempre contraddistinta per l’attenzione ai poveri, agli emarginati e ai giovani, testimoniando una fede vissuta nella carità e nella piena adesione agli insegnamenti di Cristo.

La Prelatura, fedele agli ideali del Concilio Vaticano II, opera per favorire una Chiesa che sia realmente vicina alle necessità delle persone, senza mai tradire i principi fondamentali della Tradizione Apostolica. Mons. Vitiello, con la sua opera, ha contribuito a rendere visibile questo ideale di Chiesa accogliente e missionaria.

La testimonianza di Mons. Gennaro Vitiello

Nonostante le difficoltà e le incomprensioni che hanno tentato di oscurare il suo ministero, Mons. Gennaro Vitiello resta un esempio vivente di fedeltà al Vangelo e di amore per la Chiesa. Le voci che cercano di mettere in discussione il suo operato non possono cancellare il bene immenso che egli ha seminato nei cuori dei fedeli.

La sua Consacrazione Episcopale, validamente ricevuta, e il suo impegno pastorale testimoniano una vita dedicata interamente alla missione di Cristo. Mons. Vitiello continua a essere un faro di speranza per quanti cercano una guida spirituale salda, coerente e profondamente radicata nella Tradizione della Chiesa.

Con rispetto e amore per la verità, è doveroso ribadire che S.E. Mons. Gennaro Vitiello è e rimane un pastore consacrato e validamente ordinato nella successione apostolica, un autentico servo del Vangelo e del popolo di Dio.Inviato da Gennaro Ruggiero

1 COMMENT

  1. L’articolo, apparso su diversi e molteplici giornali online, oltre ad essere fortemente ripetitivo e non firmato, , oltre a sembrare un elogio alla persona, sembra in primis, vista l’insistenza, un modo per ribadire con insistenza e legittimare la validità della propria ordinazione episcopale illecitamente ricevuta, facendo dire alla Curia di Napoli quello che essa non dice.
    Riporto le parole esatte del comunicato pubblicato in data 25 settembre 2024:
    1) Essendo pervenute diverse segnalazioni, presso questa curia, circa l’illegittimo esercizio del ministero sacro…
    2) Essi non sono sacerdoti della Chiesa cattolica legittimamente ordinati.

    Pertanto, la comunicazione del Vicario Generale non intendere mettere in discussione la validità della sacra ordinazione illegittima, ma l’uso illegittimo dell’esercizio del sacro ministero, poiché essi non si diversificano dalla Chiesa Cattolica Romana usando gli stessi abiti, paramenti, liturgia e riti pubblici della Chiesa Cattolica Romana o di chi si infiltra in celebrazioni proprie di santa romana chiesa, come da diverse foto che circolano su internet e credo che questo abbia creato un po’ di confusione tra i fedeli.
    Da ciò si desume che diverse persone hanno voluto vederci chiaro o capirci qualcosa in più su questa nuova realtà.
    Che essi non sono sacerdoti della Chiesa Cattolica, verissimo, lo confermano anche loro nelle interviste e nei comunicati da essi rilasciati. Appartengono alla Prelatura Internazionale “Married Priests Now!” SS. Pietro e Paolo, che non è in comunione con la Chiesa cattolica di Roma.

    Il (“non” n.d.r.) “legittimamente ordinati” non vuol dire che sono stati ordinati invalidamente, come è ripetuto più volte nell’articolo, questo aspetto dell’invalidità non viene neppure sfiorato dalla Chiesa di Napoli, né la Curia di Napoli ha mai detto o scritto che sono falsi preti.

    Tra l’essere invalido e l’essere illecito la differenza non è da poco.

    1. A livello sacramentale illecito è un atto non consentito, ma valido, dalla norma giuridica-religiosa, e qui si parla di una norma giuridica religiosa. Anche nella Chiesa Cattolica possono esistere casi di sacramenti amministrati in maniera illiceità, ma che sono validi a tutti gli effetti pur essendo illeciti (cfr Can. 1387; Can. 1388; Can. 1389). Ricordo che nel Codice civile del 1942, i figli nati da genitori non sposati tra di loro erano dichiarati illegittimi, ma erano validi a tutti gli effetti. Questo vale anche per alcuni sacramenti, validi anche se amministrati illecitamente.

    2. Invalido vuol dire atto privo di ogni effetto e valore giuridico o religioso, quindi nullo, e la chiesa di Napoli nel suo comunicato (e il vicariato di Roma riguardo al caso Miclaf), non parla affatto di invalidità della sacra ordinazione che essi hanno ricevuta o dei sacramenti da essi amministrati, ma di illegittimità.

    3. Ricordo, fra i tanti, il caso del Vescovo Salomão Barbosa Ferraz, ordinato dal vescovo scomunicato Raul Duarte Costa, e quindi ordinato illecitamente, si riconciliò e rientrò nella Chiesa cattolica, partecipò al Concilio Vaticano II e fu nominato vescovo ausiliare di San Paolo, senza essere riordinato “sub condizione”.

    In ultimo, dulcis in fundo, mi sia permesso di dire che si rivendica le validità del sacramento dell’ordine illecitamente ricevuto per la Chiesa Cattolica, ma ci si dimentica di citare la DICHIARAZIONE DELLA LA STAMPA DELLA SANTA SEDE del 26.09.2006 sulle ordinazioni episcopali fatte da Mons, Milingo, ove afferma che “la Chiesa(cattolica n.d.r) non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate, e ritiene che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell’ordinazione”. Con buona pace dell’autore dell’articolo non firmato.

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