Ordine dei giornalisti e Fnsi scoprono la “vicenda Prodi” a ruota del ‘caso Donzelli’

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“Una tiratina di capelli di qua, un pezzo di m… di là e all’informazione si continua a mancare di rispetto. Che sia la giornalista Lavinia Orefici di ‘Quarta Repubblica’ o il collega Giacomo Salvini del ‘Fatto Quotidiano’, tutti i cronisti hanno diritto di poter esercitare il proprio mestiere in maniera libera e senza censure”. E’ l’affermazione di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. Ieri avevamo espresso sorpresa sul silenzio della Federazione nazionale della Stampa sulla tirata di capelli sgradevolissima alla collega Orefici, dopo giorni dal fatto increscioso e inaccettabile. La solidarietà alla cronista di Quarta Repubblica è arrivata a scoppio ritardato e c’è voluto il “caso Donzelli” per far uscire dal riserbo l’associazione e l’ordine dei giornalisti. Miracolo Donzelli.

Curioso che dopo giorni di afasia sul caso Prodi, la Fnsi sia intervenuta subito dopo l’episodio che ha interessato il capo dell’Organizzazione di FdI e il giornalista Salvini del “Fatto”, per mettere sullo stesso piano due episodi molto diversi e dare solidarietà. All’informazione si continua a mancare di rispetto, scrive Costante. “Questo – prosegue – vale per un ex presidente del Consiglio come Romano Prodi, così come per il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. Il fatto è che, venendo a scemare in Italia le regole del confronto civile e quelle della buona educazione, i casi di mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti si moltiplicano pericolosamente e ciò non fa bene né ad una informazione seria e neppure alla democrazia”.

Il caso Prodi a scoppio ritardato
I due casi non sono paragonabili, obiettivamente. Da un lato c’è un professore a cui prudono le mani, dall’altro c’è Giovanni Donzelli che all’ingresso della Camera si è rifiutato di parlare con i giornalisti per via della presenza di Giacomo Salvini. «Finché c’è questo pezzo di mer… non parlo», ha esclamato il parlamentare. Non è bello ma non ha messo le mani addosso a nessuno. Salvini è un cronista del Fatto Quotidiano, è l’autore di «Fratelli di chat», il famoso libro realizzato sulla pubblicazione delle chat interne di FdI, testo per cui alcuni esponenti del partito hanno annunciato azioni legali.

«Odiano la stampa libera, non tollerano chi li critica e reagiscono con insulti e aggressioni verbali», ha tuonato Barbara Floridia, grillina e presidente della Commissione Vigilianza Rai. Filippo Sensi del Pd ha definito le parole di Donzelli di una «violenza verbale inaudita e gravissima». Insomma, un plotone d’esecuzione subito schierato contro Donzelli ma addormentato dopo la tirata di capelli dell’ex premier Romano Prodi a Orefici. Doppiopesismo mon amour…

Anche il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli ha preso posizione dichiarando che «quelli recenti di Prodi e Donzelli non sono episodi isolati, ma il frutto di una tendenza a considerare i giornalisti come nemici e a non rispettare dignità e professione». I due episodi non sono paragonabili anche per un altro motivo. Prodi non si è scusato con la giornalista svillaneggiata (“Nulla da chiarire”). “Non c’è proprio niente da chiarire”. Romano Prodi risponde così alle domande sul ‘caso’ che lo coinvolge. “Se si vuole creare l’incidente nei confronti di un vecchio professore, lo si faccia pure. E io gioisco”, dice Prodi a Bruxelles, dopo aver incontrato la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. E se ne va ridacchiando…

Prodi, intanto, incassa il sostegno dem. “Noi, la delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo, stiamo con Romano Prodi”, scrive l’europarlamentare Giorgio Gori.

“Da giovane universitario iniziai a seguire la politica con la nascita dell’Ulivo e sulla spinta europeista impressa da Romano Prodi. Con lui non solo abbiamo vinto le elezioni politiche, ma abbiamo costruito, grazie anche alla generosità di altri autorevoli dirigenti, il partito democratico. La destra lo sta attaccando in maniera strumentale perché è simbolicamente il fondatore del centrosinistra che ha saputo vincere ed è sempre stato uno dei più convinti sostenitori dell’Europa politica contrapposta a progetti populisti e nazionalisti che oggi rischiano di prevalere nel nostro continente. Oggi più che mai è importante da parte della nostra comunità rinnovare la stima e la gratitudine nei suoi confronti”, scrive su Facebook il senatore del Pd, Alessandro Alfieri.

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