“Prova a Prendermi” conquista Roma: talento, emozione e spettacolarità al Teatro Brancaccio

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Uno spettacolo di due ore che ha lasciato il pubblico senza fiato. La prima di “Prova a prendermi”, ieri al Teatro Brancaccio, è stata un vero trionfo: una produzione sontuosa ma mai eccessiva, capace di coniugare spettacolarità e raffinatezza. Ogni elemento è stato curato nei minimi dettagli, con costumi che cambiavano a ogni scena, creando un susseguirsi di quadri visivi di grande impatto.

Gli attori si sono rivelati performer a tutto tondo, capaci non solo di recitare, ma anche di cantare con voci potenti e di ballare con precisione ed energia. Il pubblico, che riempiva la platea e la galleria, ha mostrato il suo entusiasmo battendo le mani a scena aperta, conquistato dalla qualità dell’esecuzione musicale e coreografica.

Lo spettacolo ha dimostrato un livello di professionalità altissimo, con un cast affiatato che ha saputo valorizzare ogni aspetto della storia. E nel teatro, come in ogni gioco di squadra ben riuscito, la coesione tra gli interpreti e il lavoro dietro le quinte hanno fatto la differenza.

Un cast di straordinario talento

A brillare sul palco sono stati Tommaso Cassissa nei panni di Frank Abagnale Jr., e Claudio Castrogiovanni, che interpreta l’inflessibile agente dell’FBI Carl Hanratty. La loro interpretazione è intensa e coinvolgente, riuscendo a trasmettere tutta la complessità del rapporto tra i due personaggi: il giovane truffatore dal fascino irresistibile e il detective che lo insegue con determinazione.

La chimica tra i due attori è palpabile, e il loro duello fatto di astuzia e inseguimenti diventa il cuore pulsante dello spettacolo. Accanto a loro, un cast corale di grande livello che arricchisce ogni scena con esibizioni di alto livello, tra coreografie spettacolari e numeri musicali trascinanti.

Dal grande schermo al palcoscenico

“Prova a Prendermi” è l’adattamento teatrale del celebre film “Catch Me If You Can”, uscito nel 2002, diretto da Steven Spielberg e interpretato da Leonardo DiCaprio e Tom Hanks. Il film, ispirato alla storia vera di Frank Abagnale Jr., racconta le incredibili avventure di un giovane truffatore capace di reinventarsi più volte, braccato da un ostinato agente dell’FBI.

Portare sul palco un racconto così iconico non era un’impresa semplice, ma questa produzione è riuscita nell’intento, evitando il rischio di diventare una semplice “copia cantata”. Al contrario, ha dato nuova linfa alla storia, trasformandola in un’esperienza teatrale unica, senza tradire l’anima originale del film.

Un plauso speciale va anche al direttore d’orchestra, che con questo spettacolo celebra il suo trentesimo musical, segno di una carriera costellata di successi e passione per il genere.

Il team creativo

Adattamento e regia dello spettacolo sono affidati a Piero Di Blasio, che ha saputo orchestrare con maestria ogni elemento della produzione, creando uno show coinvolgente e raffinato. I costumi, curati da Francesca Grossi, sono un vero spettacolo nello spettacolo: ricchi, variegati e perfettamente in linea con l’ambientazione e i cambi di scena. Il disegno luci, firmato da Emanuele Agliati, contribuisce a creare atmosfere suggestive e dinamiche, enfatizzando i momenti più intensi della storia.

Quattro domande a Claudio Castrogiovanni

Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con Claudio Castrogiovanni, uno dei protagonisti dello spettacolo.

Qual è stata la sfida più grande nell’interpretare il tuo personaggio in questo musical?
La sfida più grande è stata mettermi in gioco con una musica swing e jazz così complessa. Nei musical che ho fatto in passato ero sempre abituato a cantare rock e pop, quindi è stato un cambiamento importante. Inoltre, comprendere il personaggio di Hanratty nella sua linea personale è stato un processo di aggiustamento. Soprattutto nei primi giorni, a livello canoro, non mi sentivo affatto all’altezza.

Come si lavora in una produzione così imponente, dove canto, recitazione e danza devono essere perfettamente sincronizzati?

Anche se non facevo musical da qualche anno, ero comunque abbastanza abituato a questo tipo di lavoro. Però qui ho trovato una produzione e un reparto regia incredibilmente presenti, capaci di anticipare le richieste, comprendere le difficoltà, le debolezze e anche i momenti di fatica. È stato fondamentale. Piero Di Blasio e Manuela Scravaglieri sono stati due presenze meravigliose alla regia, e Carlo Buttò e Valeria Serraino hanno avuto una visione illuminata su cosa serva davvero a una macchina così grande per funzionare.
Per farti un esempio, già una settimana prima dello spostamento delle prove da Roma a Senigallia, avevamo provato l’intero spettacolo in sequenza un paio di volte. E parliamo di una produzione enorme, con 23 persone in scena, compresi i musicisti. Non è una cosa così comune.

Rispetto al film originale, qual è l’elemento che ritieni più innovativo in questa versione teatrale?

Credo che l’adattamento teatrale sia stato fatto in modo molto intelligente. Il film durava tre ore, mentre lo spettacolo è di due ore e dieci. Inoltre, il film è ambientato in cento location diverse, mentre qui la storia viene raccontata in modo che se ne colgano tutte le sfumature.
La cosa più bella e gratificante è che lo spettacolo permette di entrare in una dimensione emotiva e romantica molto profonda. È commovente il modo in cui vengono raccontati i rapporti bivalenti tra Frank e i suoi genitori, e tra l’ispettore – che interpreto io – e Frank. Alla fine, è una storia universale tra un padre e un figlio, e questo aspetto è stato centrato perfettamente.

C’è una scena o un momento dello spettacolo che ti emoziona particolarmente ogni sera?

Sì, nella scena finale – senza spoilerare – il cerchio si chiude. Ogni sera io e Tommaso ci guardiamo negli occhi, e in quel momento tutto il resto scompare. Non esiste più il teatro, non esistono più i 1500 spettatori, né la musica. Esistiamo solo noi due, come se ci incontrassimo per la prima volta. Questo è il lavoro che sto facendo da anni come attore: riuscire a vivere ogni sera quel momento in modo nuovo e fresco.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancaccio con repliche fino al 30 marzo. Per chi ama il musical e il grande teatro, è un appuntamento da non perdere.

Barbara Lalle

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