La prima regola di ogni trattativa, perché tra Donald Trump e Vladimir Putin siamo per ora di fronte a una trattativa e non ad altro, è prendere tempo. Nel prendere tempo le parti cercano di conquistare con ogni mezzo quanto più possibile prima di imbandire il tavolo dei negoziati veri e propri. La telefonata di un paio d’ore tra Trump e Putin ci ha fatto però capire che se stanno rispettando la prima regola delle trattative la seconda non esiste e della terza non parla nessuno.
Trump è pronto ad accettare le condizioni russe pur di arrivare a qualsiasi cosa che non sia il prosieguo della guerra ma, pure avendo ventilato delle possibili sospensioni di attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, la notte della telefonata è passata indenne con attacchi russi a infrastrutture di ogni tipo ivi compreso un ospedale.
Mentre l’Europa riesce, forse, a consolidare il proprio complesso militare industriale destinando cifre imponenti al riarmo, senza però mettere all’ordine del giorno delle proprie scelte politiche necessarie quella di sollevare la sovranità nazionale anche per quanto riguarda la difesa – difesa non solo di se stessa ma anche delle democrazie a rischio attacchi militari da parte di regimi autocratici – Putin continua nella sua avanzata su terra ucraina.
Downing Street ha accolto con favore «i progressi compiuti dal presidente Trump verso un cessate il fuoco» in seguito alla chiamata del presidente Usa con Vladimir Putin, ma ha insistito sul fatto che i negoziati devono portare a una «pace giusta e duratura per l’Ucraina».
Durante il suo colloquio con il leader del Cremlino Vladimir Putin, il presidente americano Donald «Trump sta ancora una volta aprendo la strada verso la pace». Lo ha scritto su `X´ il Segretario di Stato americano Marco Rubio.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che l’Ucraina è favorevole alla tregua agli attacchi contro le infrastrutture energetiche approvata dalla Russia, ma ha bisogno prima di maggiori «dettagli» da Donald Trump. «Dopo aver ottenuto i dettagli dal presidente degli Stati Uniti, da parte americana daremo la nostra risposta», ha detto ai giornalisti, aggiungendo che gli Stati Uniti dovrebbero essere «garanti» e «la nostra parte manterrà l’impegno» finché la Russia lo rispetterà. Zelensky ha affermato che l’Ucraina continuerà a combattere nella regione russa di Kursk.
Il presidente ucraino Voldymyr Zelensky afferma che le condizioni di Vladimir Putin dimostrano che non è pronto a «porre fine» alla guerra e «puntano a indebolire l’Ucraina», mentre il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto al suo omologo statunitense Donald Trump di “sospendere completamente” gli aiuti militari occidentali e la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina. Lo ha reso noto il Cremlino in una nota.
“È stato sottolineato che la condizione fondamentale per impedire un’escalation del conflitto e lavorare alla sua risoluzione attraverso mezzi politici e diplomatici deve essere la cessazione completa dell’assistenza militare straniera e la fornitura di informazioni a Kiev”, ha affermato la presidenza russa in una dichiarazione dopo la telefonata tra i due leader. La tregua valutata da Mosca riguarda lo stop agli attacchi contro obiettivi energetici e infrastrutturali.
“Sotto la guida del presidente Putin e del presidente Trump, oggi il mondo è diventato un posto molto più sicuro. Storico!”, ha commentato l’inviato di Putin per la cooperazione economica Kirill Dmitriev, membro della squadra di negoziatori russa in Arabia Saudita, poco dopo la fine della chiamata.
Il cessate il fuoco provvisorio è già stato accettato da Kiev. Trump aveva dichiarato lunedì che “molto rimane” ancora da concordare con Putin per un cessate il fuoco provvisorio in Ucraina.
“Molti elementi di un accordo finale sono stati concordati, ma molto rimane da fare”, ha scritto Trump sul suo social Truth. Il cessate il fuoco provvisorio di 30 giorni è stato accettato dall’Ucraina la scorsa settimana. L’amministrazione Trump si è mostrata generalmente ottimista sulla possibilità di ottenere l’appoggio russo all’accordo. Prima il presidente aveva detto che Washington e Mosca avevano già discusso di territori, centrali elettriche e di “dividere alcuni beni” tra Russia e Ucraina come parte di un accordo.
Zelensky ha colto l’occasione per sottolineare su Telegram che “l’Europa deve essere al tavolo delle trattative e tutto cio’ che riguarda la sua sicurezza deve essere deciso insieme all’Europa”. Lunedì, nel suo consueto discorso serale, il presidente ucraino ha accusato Putin di prolungare deliberatamente la guerra. “L’attuazione di questa proposta avrebbe potuto iniziare molto tempo fa. Ogni giorno in tempo di guerra è una questione di vite umane”, ha detto Zelensky.
La scorsa settimana Putin ha dichiarato che, sebbene fosse d’accordo con l'”idea” di un cessate il fuoco, c’erano questioni irrisolte, come la sorte dei soldati ucraini nella regione del Kursk, che dovevano essere discusse prima che Mosca potesse appoggiare la proposta. Il presidente russo ha inoltre sollevato dubbi sulle modalità di monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco e ha escluso l’idea di inviare truppe di pace della Nato per garantire la pace.
Gli altri punti in discussione
Il Regno Unito e la Francia hanno incoraggiato Putin ad accettare un accordo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che Zelensky ha dimostrato il “coraggio” di accettare un accordo, dichiarando che “spetta alla Russia dimostrare che vuole veramente la pace”.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato sabato, dopo una telefonata con i leader internazionali, che Putin dovrebbe accettare un cessate il fuoco se vuole “seriamente” la pace. “La mia sensazione è che prima o poi Putin dovrà venire al tavolo e impegnarsi in discussioni serie”, ha detto Starmer.
Nel corso della loro telefonata “Vladimir Putin e Donald Trump hanno toccato anche altri temi dell’agenda internazionale, tra cui la situazione in Medio Oriente e nella regione del Mar Rosso”.
“I presidenti hanno discusso della necessità di fermare la proliferazione delle armi strategiche e si impegneranno con altri per garantirne la più ampia applicazione possibile. I due leader hanno condiviso la convinzione che l’Iran non dovrebbe mai trovarsi nella posizione di poter distruggere Israele” si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca.
“Per ora aspettiamo i dettagli dalla parte americana, ma al momento abbiamo gli Shahed e la minaccia missilistica nel nostro Paese, quindi gli accordi non funzionano ancora”: è la reazione dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo la telefonata Trump-Putin, come riporta Rbc Ukraina. L’ufficio del presidente ha sottolineato che la proposta di tregua nei cieli e nei mari era originariamente venuta dall’Ucraina. Tuttavia, la parte americana aveva proposto di andare oltre, arrivando a un cessate il fuoco totale. “Quindi ora sono stati gli stessi russi a respingerlo, il che significa che hanno bisogno di una guerra”
In serata, dopo la telefonata tra Putin e Trump, si sono udite esplosioni a Kiev: è stato dichiarato lo stato di allerta aerea nella capitale e in diverse regioni e sono in funzione le forze di difesa aerea contro obiettivi nemici. Lo riporta Rbc-Ucraina citando il capo dell’Amministrazione militare della città di Kiev, Timur Tkachenko. “Le forze di difesa aerea stanno lavorando per eliminare la minaccia nei cieli di Kiev. Restate nei rifugi fino al segnale ufficiale di fine allarme. Seguite le misure di sicurezza”, affermano le autorità
L’Ucraina può contare sulla prosecuzione degli aiuti militari. Lo assicurano il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa a Berlino. «L’obiettivo di tutti gli sforzi deve essere una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Il cessate il fuoco per gli attacchi contro le infrastrutture energetiche può rappresentare un importante primo passo in questo senso», ha detto il cancelliere tedesco durante la conferenza stampa congiunta con il presidente francese, a Berlino, parlando della telefonata tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il presidente russo, Vladimir Putin. «Naturalmente abbiamo seguito la telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Trump e il presidente russo Putin. Siamo stati in contatto anche con il presidente Zelensky e gli Stati Uniti e abbiamo quindi potuto parlarci», ha spiegato Scholz, sottolineando che «il sostegno degli Stati Uniti è e rimane indispensabile». «Il prossimo passo deve essere un cessate il fuoco completo per l’Ucraina e il più rapidamente possibile. Ovviamente è chiaro e siamo entrambi d’accordo che non vi deve essere alcuna decisione senza l’Ucraina e sulle teste degli ucraini», ha aggiunto il cancelliere tedesco.
Il Cremlino ha dichiarato oggi, al termine della conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump, che il leader di Mosca ha garantito la vita alle truppe ucraine qualora depongano le armi e si arrendano. Lo riferiscono le agenzie russe.
«In seguito dell’appello recente di Donald Trump a favore della vita dei militari ucraini circondati nella regione di Kursk, Vladimir Putin ha confermato che il lato russo è pronto a farsi guidare da considerazioni umanitarie e, in caso di resa, garantisce la vita e un trattamento dignitoso ai soldati ucraini in conformità alla legislazione russa e alle norme del diritto internazionale», si legge nel comunicato del Cremlino.
L’Ucraina può contare sulla prosecuzione degli aiuti militari. Scholz-Macron: continueremo fornire aiuti militari a Kiev.