Donald Trump ha mantenuto la sua promessa di fare luce sull’omicidio dell’ex presidente americano John Fitzgerald Kennedy: l’amministrazione americana ha finalmente pubblicato oltre 64mila documenti relativi all’omicidio di Dallas avvenuto nel 1963. La divulgazione è avvenuta dopo che la squadra di sicurezza del presidente americano ha accelerato le proprie ricerche dopo le dichiarazioni del tycoon al John F. Kennedy center for the performing arts, per determinare quali documenti potessero essere rilasciati e con quali omissioni. Già a gennaio Trump aveva firmato l’ordine esecutivo per il rilascio documenti, proprio come aveva affermato durante la campagna elettorale, dal momento in cui ha ottenuto l’appoggio di Robert Fitzgerald Kennedy, nipote del presidente americano ucciso e adesso ministro della Sanità americana.
Dopo le volontà espresse da Donald Trump, la National archive ha declassificato oltre 64mila documenti sull’omicidio Kennedy, che sono un po’ meno rispetto agli 80mila di cui aveva parlato il presidente americano. Il tycoon aveva affermato di avere un’idea del contenuto e di non credere al fatto che ci sarebbero state delle omissioni. “Il presidente Trump ha fatto la promessa di pubblicare tutti i file su Jfk ed ora la sta mantenendo”, ha confermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Da decenni gli storici e i teorici della cospirazione che non credono alla versione ufficiale dell’omicidio Kennedy sancita dalla Commissione Warren, secondo cui Lee Harvey Oswald è l’unico responsabile dell’uccisione dell’ex presidente americano democratico, richiedono che il governo americano rilasci tutti i dossier riguardanti l’inchiesta di uno degli assassinii politici più importanti negli Usa.
Nel 1992 è stata approvata una legge che richiedeva la pubblicazione di tutti i documenti entro 25 anni, esclusi quelli che avrebbero potuto mettere in pericolo la sicurezza nazionale.